Saluti e baci Italia mia

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Ascoltare i Coastgaard sul ponte di un aliscafo greco lasciandosi carezzare da raffiche di meltemi, indugiando se buttare lo sguardo sulla costa turca che scorre da un lato o sul mare Egeo dall’altro ha un sapore tanto dolce. Il sound indie brooklyinese accompagna le onde ed i miei pensieri, si tratta dei primi momenti di puro relax di questa avventura #solandata. Soltanto una settimana fa mi risvegliavo sulla collina di Fiesole con la mia Ollie ed ho ancora vivi tutti i brividi per le emozioni; il vestirmi mesto, il nodo alla cravatta, mio padre che viene a prendermi, la chiesa e l’attesa, gli occhi di mia madre, le farfalle nello stomaco, l’odore d’incenso ed i volti di una vita intera tutti in un solo scatto, Olivia in bianco, gli anelli ed il riso lanciato dagli amici e raccolto dal sagrestano dopo la funzione ed ancora, la villa rinascimentale, il baccanale, la carne tenera, i baci, le parole di Linda, l’amore e gli sposini di New York sulla torta. Soltanto sette giorni fa. Poi la Maremma con il suo tran-tran familiare a tratti impegnativo quanto un meeting a Manhattan, ma sempre terra capace di regalare magici momenti. L’altra mattina, non erano ancora le sette, come di consueto ero intento nella mia colazione solitaria sul patio della Cupoletta, a casa nostra, quando mi si è avvicinato un giovane capriolo, ci siamo osservati a vicenda intensamente, senza alcun timore si è fermato ad un paio di metri da me emettendo con vigore il suo verso prima di saltellare verso il fiume con balzi decisi. A Brooklyn un po’ mi mancano questi incontri. Questo accadeva soltanto due giorni fa, poi il nostro giro del mondo ieri è ripartito. Un caffè con mio padre all’alba colmo di nostalgia ed un abbraccio forte, poi il buon Marius ci ha portato a Roma. Lungo la strada per l’aeroporto, con Ollie che sonnecchiava quieta sul sedile posteriore, io è Marius abbiamo chiacchierato ancora una volta di Storia e di ideologie e di cosa fosse significato per lui crescere nella Romania di Ceausescu e questa volta che dovevo partire alla scoperta di quella Russia responsabile anche dell’infanzia di Marius, mai chiacchierata fu più indovinata. A Ciampino abbiamo salutato il nostro amico ed il suolo natìo che non rivedremo di nuovo per chissà quanti mesi. Mi mancherà, anche se le orde di italici turisti schiamazzanti e colorati intenti a salire su decine di voli lowcost per Ibiza hanno, immediatamente, congelato il romantico trasporto affettuoso verso il mio paese. Rodi la greca, ci ha accolto bene, da buona donna un po’ turca ed un po’ italiana quale è, antica bellezza carica di trucco e bigiotteria slava. Poi, in questa mattina dolce, su questo vapore che ci conduce tra le isole del Dodecanneso profumato di mito e punteggiato di tamerici, ho trovato finalmente la gioia e lo spazio mentale per scrivere.

L'Autore

L'Autore

Carmine Savarese é nato nel 1977, in un inverno di piombo con il sole che splendeva su Napoli. E' stato un cowboy nella Toscana degli anni '80. E' uscito indenne dagli anni '90 ed ha viaggiato in circa 50 paesi, poi nel 2008 ha scelto New York. Carmine vive a Brooklyn, il lato migliore della mela e di noi stessi, e' un creative director, ha fondato Creativa, Tiplr, e molti progetti che stanno a mezza via tra il design ed i viaggi. Carmine va in bicicletta.